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15
Nov 2017
News

Dai Greci a Benvenuto Cellini... La fusione a cera persa

A gennaio 2017 OBI integra la tecnica antica con la tecnologia moderna, inaugurando il nuovo reparto di microfusione.
A gennaio 2017 OBI integra la tecnica antica con la tecnologia moderna, inaugurando il nuovo reparto di microfusione.
La tecnica a cera persa, per la fusione di statue cave in bronzo di grandi dimensioni, era conosciuta fin dall'antichità. tra gli esempi antichi meglio conservati, realizzati con questa tecnica, ci sono i Bronzi di Riace, di epoca Classica.
La tecnica passò in disuso durante il medioevo, restando viva solo nell'impero Bizantino.
Con il Rinascimento, nel quadro del recupero di tutti gli aspetti della civiltà Classica, la tecnica viene ripresa tanto che Benvenuto Cellini la descrive nel suo “Trattato della Scultura” in chiave moderna, permette di trasformare un oggetto creato in cera in un oggetto in metallo. Il procedimento si presta molto bene, sia per la produzioni di oggetti in serie, sia per la realizzazione di pezzi unici e artistici.
Lo scopo per cui dal modello in cera viene realizzata una matrice di gomma è quello di poter ottenere più esemplari in cera dello stesso oggetto con i quali costruire l'alberino detto anche “grappolo” che servirà per produrre lo stampo di gesso per la fusione. Le leghe più usate in microfusione sono quelle dell'oro, dell'argento e del bronzo. L'oro e l'argento in oreficeria non sono usati allo stato puro, in quanto sono troppo teneri duttili e maleabili.
È per questo che vengono utilizzati in lega con rame, argento, ferro o altri metalli che oltre a rendere la lega più forte e resistente ne determinano variazioni di colore come ad esempio oro bianco, giallo, verde, rosa etc. i metalli preziosi e le loro leghe devono portare impresso, oltre al titolo, il marchio di identificazione… quello di OBI è FI1680.

Fusione… e… colata...

Il metallo viene colato nella forma, e una volta solidificato si libera dallo stampo in gesso che lo copriva e si ottiene l’oggetto desiderato…